Quando finisce un amore…

Posted in Uncategorized on 10/16/2016 by allegramalinconica
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eppure non c’è mai una ragione
perchè un amore debba finire
In molti, tanti, troppi forse, mi hanno posto una dannata domanda:
” cosa succede quando finisce un amore, l’amore, quell’amore?”.
Io non ho mai risposto allo stesso modo. Perchè non lo so cosa succede. Perchè succedono tante cose. E qual è la risposta giusta? Quale?
Quando quell’amore, quello della tua vita, finisce.. beh, è finito!
Non è vero che ne troverai un altro, non è vero che poi passa.
Tutte quelle cazzate che vi dicono, sono e restano cazzate.
Lo sapete perchè? Perchè non finisce l’amore, finisce una storia! L’amore non è finito. Il mio amore non finirà mai.

E’ passato un anno, un cazzo di anno… ed io ancora non me ne faccio una ragione.
Ho letto cio’ che ho scritto qualche mese fa. Cazzate. CAZZATE.

Non sto bene, manco per un cazzo.
Io non ho mai detto la verità, su di me, su quella storia, su come stavo. Io non ho mai detto davvero come stavo.
Quando la mia storia è finita ho pianto. Tanto. Senza fermarmi un attimo.
Ho pianto, però per poco tempo. Dopo qualche settimana è successo qualcosa nella mia testa a cui solo dopo mesi e mesi ho dato una spiegazione. È come se avessi messo tutto in una scatola e l’avessi accantonata in un angolo buio del cervello.
Ho fatto in modo, inconsciamente, involontariamente, che tutto quello che era successo non fosse realmente successo. Ho cancellato tutto, il dolore, i ricordi, i pensieri, le immagini. Ho accantonato il problema. L’ho nascosto così bene da stare bene.
Mi sono data alla pazza gioia. Riuscivo a convincere me stessa e soprattutto gli altri di stare bene, di aver superato tutto con grande forza e coraggio!
E gli altri… gli altri ci credevano. Perchè sono stata così brava da far paura, mi dovrebbero dare un premio nobel per la mia assurda capacità di mentire e di recitare.
Ho conosciuto gente, tanta. Ho fatto feste su feste, ho pensato che bere vino ogni sera mi rendesse libera. Sono andata in giro, ho fatto shopping compulsivo, ho cambiato vita, mi sono trasferita, mi davo alle sciocchezze. Ecco, mi davo alle sciocchezze e di questo non mi pentirò mai abbastanza.
Mi dedicavo a quelle cose che mi fanno tanto schifo, ai discorsi stupidi, alla gente stupida, a quelle situazioni poco intelligenti e costruttive, che non mi hanno dato niente se non rimpianti.
Mi circondavo di gente inutile, priva di cultura. Di gente il cui unico obiettivo era prendersi gioco di me.
Mi sono circondata di così tanto schifo che mi facevo schifo da sola.
Non ero più viva, non è vero che stavo vivendo! Non lo è, ma ne ero così convinta che quasi quasi mi usciva davvero il sorriso, perchè ero brava a mentire a me stessa. Ma io non ero viva, io ero morta dentro e mi stava bene tutto. Non sono stata più me stessa, non aprivo più un libro, non dipingevo più, non mi ritrovavo. Io mi faccio tenerezza da sola… a rivedermi così, com’ero in quel periodo. Mi faccio tenerezza. E non faccio altro che pensarci. Mi faccio così tenerezza….
È bastato poco, davvero poco a farmi esplodere. In un dolore atroce.
Nel dolore più forte e distruttivo mai provato in vita mia. Un dolore diverso da tutti gli altri. Quel dolore che non ha medicinale adatto. Non c’è niente che possa fartelo passare, perchè quel dolore è destinato a farti capire cosa hai perso. Io ho perso tanto… io ho perso tutto. Nonostante in gran parte lo abbia deciso io di essere qui, sola, io so di aver perso tutto.
Quando sono esplosa, mi è passato tutto davanti agli occhi in un secondo. TUTTO. Tutto quello che era successo da quel giorno in poi. Ho capito che ero stata una stupida, ho capito che avrei dovuto affrontarlo subito quel dolore, non metterlo da parte. Perchè si sarebbe amplificato, sarebbe diventato un mostro nero. Quel mostro nero l’ho affrontato così tanto tempo dopo che sono rimasta spiazzata. Non ero pronta, non me lo aspettavo. Accettare quel dolore quando credevi che non ci fosse dopo così tanto tempo è stato distruttivo. E lì… beh lì se ne sono accorti tutti. Lì non potevo più nascondere nulla. Alla mia famiglia, ai miei amici, a me stessa.
Mi sono disperata come non facevo più da tanto tempo. Ho riaperto la scatola… Non solo quella nella mia testa, ma ho riaperto la scatola dei ricordi, delle lettere. Di quella lettera. Ho ripercorso tutto, giorno per giorno. Ci ho sbattuto la faccia, ho pianto, non l’ho più trattenuto. Ho pianto da sola, con mia madre, con le mie amiche. Mi sono dovuta far urlare in faccia che dovevo accettare di aver messo tutto da parte per paura di soffrire. Me lo hanno urlato, l’ho urlato io a me stessa. Mi sono aperta con chi invece mi ero chiusa. Ho chiesto scusa, per non essere stata sincera. Non è vero che stavo bene, non è vero che avevo superato tutto, non è vero che sono stata un supereroe. Sono stata stupida. Io non sono un supereroe. Io sono una ragazza che a diciotto anni ha trovato l’amore della sua vita, durato così tanto, che è stato così bello, così malato, così tormentato, così romantico che non può dimenticare. Io avevo solo diciotto anni e non ero una stupida ragazzina.
Beh, ed oggi cosa succede? Oggi gli voglio bene. Lo amo ancora, ma questa verità non posso dirla a nessuno. Questa verità è solo mia.
Io lo amo ancora e lo tengo per me. GLi voglio bene e lo sanno tutti.
Lui è il classico uomo maturo che è riuscito ad andare avanti e superare tutto. Lui mi ha dato consigli su come superarlo. Lui. A me.
Siamo amici! Si siamo amici… e non posso farne a meno.
Quell’ amore lo tengo per me, perchè so che sarà eterno.
Ora vivo la mia vita, senza distrazioni. Assaporo la mia realtà, la mia essenza, i miei dolori. Gli do retta e se posso li amplifico, così da capirli per bene. Do retta ad ogni mio singolo pensiero, non lo accantono. E forse stò meglio… Non mi butto tra le braccia di nessuno, non ne ho bisogno. Ho trovato la serenità. Per la felicità è troppo presto, non aspiro a quella. Aspiro al benessere, quello interiore. Ci vuole tanto lavoro, ma tutti ce la possono fare. Io ce la posso fare.
E quindi, che succede quando finisce un amore?
Succede che finisce, e basta.
Succede che cambi, cresci, ti ascolti di più e non hai più paura di nulla.
Perchè quando finisce un amore hai già provato uno dei dolori più forti che tu possa provare in tutta la tua vita.
Quando finisce un amore devi dedicarti a te stessa, quell’amore che provi per l’altro devi indirizzarlo totalmente a te! Non sprecarlo, non lasciarlo nella scatola, fanne buon uso. Un giorno ti tornerà utile, tutto quel dolore e tutto quell’amore.
Un giorno ti tornerà utile.
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Posted in Uncategorized on 02/18/2016 by allegramalinconica
Beh, che dire…
Tante cose vorrei dire… Il tempo passa, i giorni passano, le ore,  i minuti.
Nella situazione in cui mi ritrovo, mi rendo conto che anche a differenza di poche ore, qualcosa in me cambia, si trasforma.
Mi sento una donna diversa rispetto a qualche mese fa.
Non so dirvi se sono cambiata in positivo o in negativo, ma posso dirvi che sto bene e sono finalmente felice. Non c’è niente che non va.
Non c’è niente di cui io mi lamenti. Avete presente alzarvi dal letto la mattina col sorriso ed essere pronti ad affrontare la giornata nel migliore dei modi? Così.
Grazie a chi? A nessuno! Grazie a me!
Sapete… come dicevo l’altra volta, riscoprire se stessi è un grande passo. Forse il più importante.
Io non solo riscopro me stessa, io riscopro la solitudine.
Ma non la solitudine quella cupa, quella che ti fa male.
La solitudine quella bella. Che poi dipende tutto da te, da come decidi di viverla. Io non sono sola, io sono circondata ogni giorno da tantissima gente, la mia vita è frenetica, la mia vita è piena .
Ma la solitudine è SENTIRSI soli, anche in mezzo a tanta gente. E io mi ci sento perchè anche se tutti mi vogliano bene, mi rendo conto che certe attenzioni, soprattutto quelle amorevoli, caratterizzano la felicità dell’uomo, e se mancano ti fanno sentire solo. Il punto qual è… che so che nel profondo del mio inconscio alcuni stimoli mancano e mancheranno… ma ho fatto delle mie mancanze il mio punto di forza. Perchè consciamente, invece, non mi manca niente! Io sto bene! Io sono sola, in mezzo a tanta gente, e ci sto da Dio! Perchè? Perchè ho imparato dai miei errori, e cioè far dipendere la mia felicità da qualcun altro, cosa che tutti fanno perchè l’amore ti porta a questo.
Ma quando l’amore finisce? Devi esser pronto a saper bastarti.
Io non solo mi basto, io sono felice! Una felicità che credo di non aver mai provato in vita mia… più che felicità, parlo di benessere. Perchè si, forse preferisco la parola benessere. La mia vita è stata sempre caratterizzata da momenti di totale sconforto, di ripensamenti su fatti della mia vita, di momenti in cui mi chiudevo in camera, da sola en on volevo vedere nessuno per ore ed ore. In quei momenti piangevo, forte. Perchè sentivo che qualcosa non andava e non stavo bene. E’ un po di tempo che questo non mi accade pù, perchè ho fatto si che la mia vita andasse esattamente come volevo che andasse. Ho ancora qualche momento in cui ho un bisogno estremo di stare totalmente sola, isolata dal mondo, di andarmene chissà dove, basta che sto sola. Ma è un momento che vivo serenamente, come momento di solitudine positivo, per pensare, per rilassarmi, per riflettere su me stessa.
Non mi soffermo più sul per sempre, non ci credo più ma non lo dico come tipica frase da film “noooo, io non ci credo al per sempre, perchè il per sempre non esisteeee perchè quello stronzo se ne è andatooooo sigh sigh”. No, no. Lo dico perchè ho attentamente valutato che per davvero non si puù parlare di futuro se vuoi stare bene e vivere serenamente.
Vivo giorno dopo giorno, ora dopo ora. Minuto dopo minuto. Vivo quello che mi succede, lo assaporo, lo vivo pienamente.
Non mi faccio grandi idee su come debbano andare le cose, sulle persone che incontro.
Non voglio un altro uomo, voglio solo sensazioni.
Sto bene e voi… voi non avete idea di quanto ho aspettato questo momento.

                 “La pace viene da dentro. Non cercarla di fuori”

Una fine o un inizio?

Posted in Uncategorized on 12/23/2015 by allegramalinconica

 

Questo 2015 volge al termine.
Non so come definirlo.
Questo per me è stato l’anno di una fine e di un inizio.
La fine di un grande amore, di insicurezze, di paure.
Ma è stato l’inizio di un nuovo percorso, della nuova me.
Spesso si dice che non tutte le cose belle durano per sempre. L’ho vissuto sulla mia pelle pochi mesi fa.
Ho imparato che l’amore a volte non basta. E non è bastato.
Credo di aver vissuto la storia d’amore più bella che avessi mai potuto vivere. Di aver donato e ricevuto tantissimi sentimenti ed emozioni.
Ho avuto al mio fianco quello che ho definito per anni l’uomo della mia vita, e forse credo ancora che lo sia ( nel mio immaginario ), ho avuto il meglio. Ma non tutto cio’ che avrei voluto e che sarebbe stato giusto avere arrivati al punto di una relazione che andava avanti da tanti anni.
Ho dato tantissime giustificazioni alla fine di questo amore. Ho dato colpe, a me, a lui, a noi. Alla vita.
Ma alla fine ho capito solo una cosa… si cresce, si matura. Si comincia ad avere esigenze diverse, dopo anni si vuole sempre di più, ci si aspetta una svolta. E se non arriva, beh… non arriva. Forse si può incolpare qualcuno per non aver fatto di più, ma evidentemente il destino ha voluto così.

C’è un lato negativo, che è la sofferenza. Poche volte ho sofferto così tanto in vita mia. Poche volte mi sono svegliata nel bel mezzo della notte perchè le lacrime tagliavano il mio viso. Ho dovuto fare i conti con l’abitudine, totalmente ribaltata. Ho fatto i conti anche con un amore, che dentro di me non sapeva cosa fare. Ho dovuto dare spiegazioni, tante, a chi le chiedeva. E parlare dei propri insuccessi non è mai piacevole. Ho sofferto, per un amore che avevo ogni giorno e che di punto in bianco non avevo più, per gli abbracci e carezze che non avevo più. Ho provato rabbia, forse la provo ancora. Per aver sperato che tornasse, fino a dovermi dire che ormai è tardi. Ho sentito dentro di me che qualcosa finiva, per sempre.
Ho inscatolato ricordi, tra mille lacrime e singhiozzi. Ho messo via un po’ di cose che nella mia stanza ormai facevano solo da arredamento. Ma ancora sento il vuoto… Mi sono sfogata, poco, ma l’ho fatto. Ho sopportato la mia famiglia accusarmi di non aver fatto la scelta giusta. Me la sono cavata, da sola. Per la prima volta in vita mia ho superato, e sto superando, tutto quanto da sola.

C’è un lato positivo. La mia rinascita. Ho riscoperto una me che non sapevo esistesse. Quella capace di fare tante cose da sola.
Una fine comporta un inizio.
Sono andata a vivere dove si trova la sede della mia facoltà. Cosa che avevo fatto all’inizio dei miei studi quasi 4 anni fa, ma che è fallita due mesi dopo, perchè ero troppo immatura, troppo innamorata per lasciare il mio habitat.
Ho affrontato questo nuovo inizio con tanta voglia di andare via da questa città, di andare via, lontano da tutti. Di non vedere tutti i giorni le stesse persone chiedermi “come stai” solo per sapere i fatti miei e non per sapere realmente come stessi. Ho avuto un impellente bisogno di cambiare abitudini, di capire di essere capace a stare da sola. Sostituire ricordi, sostituire abitudini. L’ho fatto sebbene per i miei studi non fosse necessario. L’ho fatto solo perchè tutto mi ricorda quello che al momento mi fa male ricordare.
Prima o poi devi crescere… devi maturare. Prima o poi devi imparare a cucinare da sola, a capire come si svuota un’aspirapolvere.
A fare le lasagne, a fare il tuo sughetto, che verrà riconosciuto come tuo!
Prima o poi devi imparare a saper stare da sola, ad andare a fare la spesa, a gestire i soldi, bollette, contatori.
Ho sempre trovato tutto ciò inutile, io avevo, ed ho, la mia famiglia e una camera tenuta sempre in ordine e pulita da chi per me lo ha sempre fatto.
Ma la parte più importante è stata imparare a non ricevere più il buongiorno, la buonanotte, l’abbraccio di conforto in ogni momento ne avessi bisogno. Ho imparato a non avere più qualcuno a cui dover dire ” lo sai che oggi si è rotto il mio ombretto preferito, che palle, ci tenevo tanto”. Quelle cazzate che sai di poter dire soltanto a quella persona a cui importano le tue cazzate. La TUA persona. La MIA persona non c’è più. Ed io ho imparato che posso e devo essere IO la MIA persona.
Io devo essere il mio primo punto di riferimento. L’ho imparato.
E adesso quel che resta è una me diversa. Forse cresciuta, ma non sono più la stessa. Me ne sono resa conto quando ho conosciuto coloro che vivono con me. Mi descrivono, a chiunque, come qualcosa che credevo non essere. E quando mi sono chiesta perchè, ho capito che era quello che traspariva realmente. Perchè sebbene io non lo voglia accettare, nel profondo, non sono più quella di prima. Non riesco più a stare vicina a chi ha bisogno di me, non riesco più ad abbracciare nessuno. Provo difficoltà, nell’avere contatto. Ho REALE difficoltà a provare o trasmettere emozioni. Apatia, cio’ che mi resta è apatia. E mi dico anche che tutto ciò, in questo momento della mia vita, è positivo. Mi aiuta, ad andare a vanti, a concentrarmi su ciò che voglio ora. Cioè riprendere in mano la mia vita, da sola, con le mie forze.

Ma perchè aurora sogna?

Posted in Uncategorized on 07/27/2015 by allegramalinconica

Un anno fa ho tatuato due parole sul braccio.
Sull’avambraccio, per l’esattezza nella parte interna, sulle mie piccole e verdissime vene, parole rivolte verso di me. Quelle vene che quando vado a fare le analisi si nascondono quasi come avessero vergogna di farsi vedere. Quelle che mi fanno quindi sbuciare cento volte. Quelle vene li.
Le due parole erano, e sono, AURORA SOGNA.
Solo due persone sapevano realmente il significato di quelle due parole.
Solo due persone sapevano cosa significava per me tatuarlo.
Forse solo una sapeva e sa perchè proprio quelle parole.
Io parlo poco di me, o almeno parlo poco di me con persone qualsiasi.
Parlo di me solo quando si tratta di qualcosa che ho superato. Parlo poco di me quando devo parlare di cose che ancora non supero e con chi so che puo’ capire.
Il rapporto con me stessa non è mai stato semplice.
Non ho mai accettato e ancora non accetto di essere come sono internamente e non ho accettato com’ero esternamente.
Il rapporto che ho avuto e che ho , a tratti tutt’ora, col mio corpo non è mai stato semplice. Sono passata da un estremo all’altro con tanta facilità.
Mi rimane ancora difficile usare le parole adatte, quelle che in realtà andrebbero usate.
Non mi piacevo. Principalmente per com’ero caratterialmente, e come sono.

Ecco… quando mi chiedono che significa Aurora Sogna, o perchè io l’abbia tatuato, io non so cosa rispondere se non ” è la mia canzone preferita”.
In effetti, a parte tutto, lo è! E’ la mia canzone preferita del mio gruppo preferito, i Subsonica. Ma non è solo questo.

Come posso spiegare a chiunque mi chieda cosa significa quel tatuaggio tutto cio’ che c’è dietro? Non posso, allora la butto lì, la mia canzone preferita. E quindi poi devo accettare anche le critiche di chi ” ma ti puoi tatua’ la tua canzone preferita?”. Hai ragione! Ma  posso.
Quando mi chiedono che significa Aurora Sogna, non resto soltanto imbarazzata dal fatto di dover buttare li una risposta qualsiasi, sono contenta. Sono contenta di aver qualcosa di mio. Soltanto mio. Qualcosa che nessuno può capire,di inspiegabile. E forse non lo voglio spiegare. Non voglio spiegarlo perchè tanto solo io SO cosa c’è sotto quel tatuaggio, cosa scorre sotto quelle vene e quanto e cosa ci sia sotto la mia pelle.

Stasera non so… Stasera in parte devo aprirmi.
Aurora Sogna non è solo un tatuaggio.
Non è solo una canzone.
Non sono due parole buttate a cazzo.
Aurora sogna è il mio passato, il mio presente e probabilmente il mio futuro.
Lei non dorme perchè la notte per lei non è fatta per dormire.
Di notte c’è lei e i suoi pensieri. Lei e la sua musica.
Di notte non c’è nessuno a giudicarla, a dirle cosa è giusto fare e cosa no. A dirle che non è brava a fare nulla, a dirle che non è donna abbastanza. A dirle che il suo corpo cade a pezzi.
La notte puo’ essere la sua migliore amica.
La sua realtà, la sua vita, lei stessa… non fa per lei!
La musica fa per lei. Quella forte, quella talmente alta da coprire il resto. Quella così forte che non solo isola le orecchie, ma anche gli occhi e il corpo.
Lei può restare giorni senza mangiare, può nutrirsi di notte, pensieri e musica. Lei è talmente assorta dall’evadere dalla realtà che mangiare il quel momento passa in secondo piano.
Lei può restare sveglia tutta la notte, può alzarsi e cominciare una nuova giornata senza far capire a nessuno che lei non abbia chiuso occhio.
A lei non serve dormire! La notte la riempie così tanto da colmare qualunque bisogno.

Lei non vuole essere come è.
Lei sogna di cambiare totalmente, di essere qualcos altro.
Lei ama sognare. L’impossibile. Ama sognare la felicità, pur sapendo che i sogni restano sogni.  Quello le basta.

L’ho tatuato perchè è parte di me. Ed io devo fare i conti con cosa sono.

Non ho più nulla da dire…

-Alzati e cammina-

Posted in Uncategorized on 07/16/2014 by allegramalinconica

“«Se uno cammina di giorno non inciampa, perchè vede la luce di questo mondo; ma se invece uno cammina di notte, inciampa, perchè gli manca la luce. Il nostro amico Lazzaro s’è addormentato, ma io vado a svegliarlo.».
Disse Gesù: «Togliete la pietra!».
Gli rispose Marta, la sorella del morto: «Signore, già manda cattivo odore, poichè è di quattro giorni».
…Tolsero dunque la pietra.
Gesù gridò a gran voce «Lazzaro, vieni fuori!».
Il morto uscì con i piedi e le mani avvolti in bende, e il volto coperto da un sudario.
Gesù disse loro: «Scioglietelo e lasciatelo andare».”
Gv. 11,39-44.

Spero che si riesca a guardare oltre questa semplice e profonda storia.
Che si possa capire quale sia il significato nascosto.
In fondo il significato è quello che gli attribuiamo noi.
Io in queste parole ho trovato la motivazione, la MIA motivazione.
E aggiungo:

“Presa la mano della bambina, le disse: «Talità kum»,
che significa «Fanciulla, io ti dico alzati!».
Subito la fanciulla si alzò e si mise a camminare.”
Mc. 5-41.

Concludo con ciò che Gesù disse a Tommaso:

“Beati quelli che pur non avendo visto crederanno!”.
Qualcuno mi ha mandato un segno. L’ho accolto, e non vedevo l’ora. Grazie.
La fanciulla si è alzata e si è messa a camminare.

Guarda come sta piovendo. Guarda che ti stai bagnando

Posted in Uncategorized on 07/06/2014 by allegramalinconica

Guarda che non sono io quello che stai cercando
Quello che conosce il tempo, e che ti spiega il mondo
Quello che ti perdona e ti capisce
Che non ti lascia sola, e che non ti tradisce

Guarda che non sono io quello seduto accanto
Che ti prende la mano e che ti asciuga il pianto

 

A questo punto, De Gregori all’improvviso, mi regala parole che mi sparano luce nella mia stanza buia dell’illusione.

Per il momento, credo che smetterò di scrivere.
Penso che sia arrivato quel momento in cui ti chiudi a riccio e smetti di aprirti.
Io adesso devo fare i conti con me stessa, senza raccontarmi, senza far entrare pezzi di me dentro di voi.
Chiudo i miei sogni, le mie parole, i miei racconti e la mia vita in un cassetto.
Lo chiuderò a chiave e la nascondero’ dove solo chi saprà arrivare alla mia anima troverà.

senza emozione

Posted in Uncategorized on 07/04/2014 by allegramalinconica

Ho smesso di credere alle persone.
Ho smesso di credere alle persone che “io ci sono sempre per te”.
Ho smesso di credere che se mai un giorno dovessi nascondere un cadavare, qualcuno sarebbe disposto ad aiutarmi e a mantenere il segreto per tutta la vita.

Ho smesso… ma so che una parte di me ci spera ancora, nel sapere di poter contare con certezza su qualcuno.
Nel sapere che qualcuno ci sia nonostante tutto, in qualsiasi momento io ne abbia bisogno.
Forse non è colpa di nessuno.
Forse è colpa del mio non saper chiedere aiuto, colpa del fatto che non so esprimere ciò che sto passando in questo periodo.
Perchè so che nessuno sa cosa voglia significare sentirsi persi, non ritrovarsi, non sapere cosa si vuole.
Vedere solo un grande vuoto attorno, in cui non ci sono vie d’uscita se non immensi buchi neri.
Ritrovarsi soli, in mezzo a tanta gente, e non capire se la si ama, la solitudine, o non la si sopporta.

Non posso contare neanche su me stessa, perchè non so più che fine abbia fatto.

A questo punto non posso che sperare di ritrovarmi… prima o poi.
Nel frattempo……. beh nel frattempo me la caverò.
Nel frattempo continuerò ad asciugarmi il volto, con la speranza che le lacrime facciano bene alla pelle.
E a far finta di niente… as always.

Mia Stella, ti chiederò mai perdono abbastanza
per essere tutto cio’ che speravi che io non diventassi?
Manchi.